Il cinquequotidiano.it intervista i segretari di UGL Roma e UGL Lazio

Il 2018  è stato un anno di svolta e di cambiamento per l’Ugl che secondo i due segretari è un sindacato in forte crescita sia a livello nazionale che a livello territoriale.

Ce lo conforma lo stesso Armando Valiani, il quale ci ricorda che a marzo la Lega guidata da Matteo Salvini ha scelto il Vice Segretario dell’Ugl  l’on. Claudio Durigon come candidato di punta nel collegio del centro Italia, sposando in pieno le politiche sindacali tracciate dalla nostra Organizzazione.

«Per noi come sindacato – prosegue Valiani- è quindi un vanto che un dirigente Ugl abbia dato il suo contributo per affrontare  e risolvere i nodi dal “decreto dignità” per cui una stretta sul  lavoro precario, cercando di rivedere la struttura del Job act, infine la totale cancellazione della legge Fornero, con l’ introduzione  della quota 100, obiettivi per i quali l’Ugl si è sempre battuta». 

Quando e come sarebbe avvenuto il radicale cambiamento dell’Ugl di cui parlate?

Ermenegildo Rossi.  Ben prima delle elezioni del 4 marzo l’Ugl aveva indicato i  temi su cui lavorare. Tenga presente che la nostra visione del cambiamento nel mondo del lavoro era già stata discussa in numerosi confronti con i leader del centro destra, Salvini, Toti e Giorgia Meloni con i quali abbiamo condiviso le nostre strategie. 

Guardi che noi siamo stati l’unico sindacato ad opporci fortemente al Job act, senza sconti, già con il governo Renzi  perché siamo convinti che fosse una legge che uccideva il mondo del lavoro e siamo partiti da lì, contro quelle regole che regalavano favori alle grandi aziende e alle multinazionali, “Il tradimento del Capitale” è stato uno dei temi discussi, secondo una linea indicata dall’Unione Europea. 

Quindi il cambiamento nell’Ugl è frutto di una scelta politica a monte. 

Valiani. Tenga presente che l’ Ugl, forse a livello mondiale, è storicamente l’ unica realtà sindacale di destra, quindi è evidente che con una destra oggi forte in Italia si afferma anche la linea del nostro sindacato  con i valori per i quali combattiamo da anni, da quando ci chiamavamo Cisnal, valori e ragionamenti che vengono evidenziati nel Nostro STATUTO dove un principio fondamentale è la PARTECIPAZIONE dei Lavoratori nelle attività Aziendali, stesso principio richiamato nella nostra Costituzione precisamente nell’ art. 46 che al sol fine di  elevare  l’economica e il valore sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produttività, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende.

Quanto al rinnovamento è evidente che  personaggi storici che hanno contribuito a rendere grande questa organizzazione   non ci sono più perché si è compiuto un ricambio che potremmo definire fisiologico. 

Inoltre a fine febbraio 2018 si è conclusa la fase Congressuale dove i molti delegati hanno potuto rinnovare le Cariche apicali della Nostra Organiozzazione tramite una discussione ed un confronto democratico capillare e partecipato, dove è stato Eletto per Acclamazione  il Segretario Francesco Paolo Capone.

Detto in altri termini significa che avete fatto fuori tutta la vecchia classe dirigente  Ugl.

Rossi. Ad oggi possiamo dire che ci siamo rigenerati. 

Valiani. Sopratutto l’abbiamo fatto con l’ unico strumento che un organizzazione democratica può attuare; il suo congreesso  

Più che del centro destra oggi l’Ugl appare come il sindacato di Salvini.

Rossi. Ripeto, le nostre scelte sindacali risalgono a molto tempo fa, molto tempo prima che si parlasse di elezioni e di Lega. Dal 2017, con il nuovo segretario generale Capone e le nostre conferenze programmatiche, abbiamo avuto contatti con tutto il centro destra constatando convergenze obiettive soprattutto per smontare il Job act di Renzi e la legge Fornero sulle pensioni.   Per il resto abbiamo mantenuto i nostri valori.

Valiani. Non è un caso che uno degli slogan del nostro congresso fosse “UGL l’altro sindacato” anche se io ribadisco con il sorriso che “noi siamo il sindacato” che non sposa a prescindere le scelte di questo governo, ma siamo aperti al confronto per il bene del popolo italiano che va dai pensionati, lavoratori e lavoratrici, casalinghe, disoccupati, e chi ha trovato in maniera regolare un lavoro nel nostro paese.

 “Anche se dobbiamo notare con rammarico che oggi Cgil, Cisl e Uil stanno protestando su alcuni emendamenti, vedi quota 100,  dimenticando che alcuni di questi privilegi  sono stati intaccati proprio dai precedenti Governi.

Veniamo a Roma e al Lazio, che rapporti avete con le rispettive amministrazioni?

Rossi. A Roma abbiamo rapporti istituzionali con tutta l’amministrazione capitolina, ma sullo stato della Capitale  a manifestare l’insoddisfazione non sono solo i nostri iscritti, ma i cittadini. Fatta questa constatazione, siamo contrari alle privatizzazioni per aziende pubbliche decotte che vengono comprate per un tozzo di pane e per le aziende i cui servizi sono essenziali per i cittadini, ma non siamo contrari all’ingresso di privati e dei loro capitali in aziende risanate dove il lavoro e i lavoratori sono beni primari e l’acquisto di quote di quell’azienda sono un vero “costo” per chi entra. 

Tuttavia il problema delle municipalizzate esiste e non vedo tavoli con le parti sociali per la soluzione dei problemi, ad esempio, della monnezza e dei trasporti.


Rossi. A nostro avviso il tempo della amministrazione Raggi è scaduto perché, pur avendo ereditato il disastro e la scarsità di finanziamenti per una Capitale come Roma,   ha avuto a disposizione due anni e mezzo. Quindi, se come dice la sindaca, ci sarà una seconda fase questa deve iniziare immediatamente e alcuni assessorati ci stanno provando, 
ma in altri regna il caos. Per questo ogni nostra iniziativa sindacale e di lotta sarà all’insegna di #Romarisorgi .

 E invece come sono i rapporti con la Regione?


Valiani. Abbiamo degli assessorati “virtuosi” con i quali c’è un confronto serio e fruttuoso con i sindacati, ad esempio gli assessorati  al bilancio, alle attività produttive, al lavoro, all’ambiente. 
Non possiamo dire  altrettanto per l’assessore alla Sanità la cui funzione peraltro è discutibile visto che il Lazio non è ancora uscito dal commissariamento. 

 Per quanto riguarda i risultati di questa collaborazione, le segnalo che a breve verrà firmato un protocollo regionale sul contrasto al caporalato che prenderà il via da Latina dove il fenomeno e largamente presente in agricoltura. 

Hanno aderito a questo progetto tutte le OO.SS i Patronati la Regione le amministrazioni Locali ma sopratutto con la supervisione della Prefettura.

Inoltre con Cgil, Cisl e Uil e la Regione, siamo riusciti ad ottenere grazie alla sensibilità di questo Governo in particolare del Sottosegretario Claudio Durigon, “ecco che emerge la sensibilita del sindacalista”, circa 6 milioni di euro che servono a garantire  una copertura economica  per le aree di crisi complessa  attualmente  senza sbocchi quali Frosinone, Colleferro, Rieti che riguardano circa 1600 lavoratori. 

Sull’ambiente non manca l’interlocutore, ma l’indirizzo politico lanciato da Zingaretti con la volontà di spegnere i termovalorrizzatori non concide con la nostra linea,    occorrerebbe avere una soluzione industriale immediata con altri sistemi, prima di bandire la tecnologia dei termovalorizzatori  soluzione che a breve non esiste, ma ad oggi nessuno in regione parla del futuro dei lavoratori.

Quindi come afferma anche il Ministro Salvini e indicava il precedente governo, questi vanno mantenuti e implementati, ma  non spenti come è successo a Colleferro.

Un ultima osservazione riguarda le infrastrutture del Lazio senza le quali non si rilancia l’economia; La Roma/Latina, la Civitavecchia/Orte ma soprattutto la cura del trasporto su ferro. 

Le faccio due esempi. Latina è il secondo polo chimico/farmaceutico a livello nazionale, ebbene, i dati positivi sull’ export del Lazio vengono abbattuti da delle infrastrutture fatiscenti, come la Disastrata Pontina, ad esempio anche Il Mercato Ortofrutticolo di Fondi che è tra i primi d’Europa in grandezza, viene rifornito soltanto su gomma stesse sorti dell’industria, dobbiamo sia implementare la viabilità  con strade adeguate, ma dobbiamo potenziare sia il trasporto su ferro sia il trasporto via mare con il  Porto di Gaeta. 

C’è ancora molto da fare e da investire se vogliamo che il Lazio torni a essere il volano dell’economia nazionale.

Alla fine del colloquio Ermenegildo Rossi ci comunica che il 17 gennaio l’Ugl igiene ambientate, ha indetto uno sciopero per il comparto privato dei multiservizi, e nello stesso giorno, insieme a  tutte le federazioni Ugl della Capitale e della Città Metropolitana facenti parte dell’Unione di Roma e dell’Unione Regionale Lazio,  manifesteranno sotto il Campidoglio all’insegna di #Romarisorgi .